Bello, significativo ed intenso l'incontro fra Gioia Bartali, nipote del "Ginettaccio" nazionale, e i ragazzi delle terze classi della scuola secondaria del nostro istituto comprensivo in occasione della Giornata della memoria. In due ore, Gioia ha raccontato, con parole semplici che hanno davvero toccato il quasi centinaio di persone presenti (oltre ai 75 alunni, anche non pochi "bartaliani" venuti anche da non proprio dietro l'angolo) la storia del supporto dato da suo nonno all'organizzazione che, durante la guerra, salvò la vita ad 800 ebrei, cambiando loro l'identità con documenti falsi che Bartali portava da Assisi a Firenze nascosti nel telaio della sua bicicletta. Oltre a questo, Gioia ha raccontato, anche sollecitata dalle domende dei ragazzi e dei presenti, il suo rapporto con il nonno, persona di gran fede e di principi morali incrollabili, ma docile padre di famiglia, e il rapporto fra Gino e sua moglie, che amò teneramente fino ala morte e alla quale, sin dai tempi del fidanzamento, scrisse tantissime lettere, leggendo le quali si rimane incantati dalla tenerezza del loro rapporto e dalla delicatezza dei sentimenti che li univano. Inoltre, sempre sollecitata dai presenti, la Bartali ha parlato del rapporto di amicizia, e non di rivalità, fra Fausto Coppi e Gino Bartali, che fu al centro di una lunga "tenzone mediatica" negli anni del Dopoguerra e di come il "Ginettaccio" nazionale fu probabilmente il salvatore della patria nel 1948 quando, all'indomani dell'attentato a Togliatti, vinse il suo secondo Tour de France con un'incredibile rimonta e riuscì a riunire, nei festeggiamenti, uomini e donne dei due schieramenti politici opposti che erano sull'orlo di far scoppiare una guerra civile. Ha anche mostrato le fasce di vincitore del Giro d'Italia e del Tour de France del 1948, un autentico cimelio storico. Nella seconda parte dell'incontro, grazie alla collaborazione dell'attore Marco Panfili, è stato reso noto al pubblico uno stralcio dell'autobiografia inedita di Margherita Traube Mengarini, recentemente riscoperta da Euro Puletti, nel quale si ricorda come l'antisemitismo fosse già presente in Germania attorno al 1870 e come la grande scienziata, ma sopratutto il padre, pagarono con discriminazioni vergognose la loro origine semitica.